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Le navi dei Granatieri

Il GRUPPO A.N.M.I. di CARRARA è intitolato alla M.O.V.M. Alcide PEDRETTI
Viale Colombo 6/A Marina di Carrara

A.N.M.I.-Associazione-Marinai-d'Italia: Gruppo di Carrara

ti dà il benvenuto a "bordo" del suo sito.

TRATTO DA:  ORGANO UFFICIALE DELLA PRESIDENZA DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE GRANATIERI DI SARDEGNA ANNO LVIII - N. 4 - OTTOBRE - DICEMBRE 2005 - PUBB. TRIMESTRALE - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE ART. 2 – COMMA 20/C DELLA LEGGE 662/96 - FILIALE DI ROMA.
Nota: Le foto inserite sono state “prelevate”  dal sito: http://conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com/2014/01/granatiere.html


In Memoria del Fuochista  AZZARINI  Dolfo nato a Carrara il 24/04/1923 imbarcato sulla  Nave Granatiere deceduto a Palermo il 22/03/1943

A.N.M.I. CARRARA : RENDE GLI  ONORI E A LUI E A TUTTI I CADUTI CHE SI SONO IMMOLATI NELLA DIFESA DELLA PATRIA.


Si fregiava del nome “Granatiere” una nave militare d’alto mare della Regia Marina, costruita nel1908. Essa, per prima, fece suo l’antico motto dei Granatieri di Sardegna “A me le Guardie per l’onore di Casa Savoia” che i Granatieri acquisirono dopo la battaglia di Goito del 1848. Era un cacciatorpediniere, derivazione migliorata di quelli della classe “Nembo”, con qualche maggiorazione di carico, rispetto a questi, dovuta all’armamento e all’apparato motore che ne elevò il dislocamento da 370 a 415 tonnellate, per ottenere una velocità di 24 nodi e mezzo. Alle prove, però, ne ottenne quasi 28 nodi : per l’epoca una velocità eccezionale.

Faceva parte di un gruppo di undici CC.TT. della classe “Soldati” denominati, rispettivamente: Alpino, Artigliere, Ascaro, Bersagliere, Carabiniere, Corazziere, Fuciliere, Granatiere, Garibaldino, Lanciere e Pontiere. I cacciatorpediniere furono progettati dalla ditta Ansaldo Armstrong & c. di Sestri Ponente ed ivi costruiti nei locali cantieri navali. Per la precisione, il “Granatiere” venne impostato il 24 luglio 1905, varato il 27 ottobre 1906 e consegnato alla Marina Militare il 5 giugno 1907. La sua storia fu ampia e articolata; per cominciare, risalì perigliosamente il Tevere fino a Roma, per ricevere la Bandiera di Combattimento direttamente dalla Brigata Granatieri alla presenza dei Sovrani al Porto di Ripa Grande, ora Lungotevere di Ripetta, nei pressi dell’Ara Pacis. Era il 18 maggio 1908. Dopo un duro addestramento preliminare a La Spezia, con la 3^ squadriglia CC.TT., assegnato al Dipartimento dell’Alto Tirreno, il “Granatiere” ebbe a soccorrere le popolazioni colpite dal terremoto di Messina e, subito dopo (1909), lo troviamo in Medio Oriente, a protezione dei connazionali, durante le persecuzioni contro i cristiani che portarono al massacro degli Armeni da parte dei Turchi
Nel 1910 a Monaco, presenziò all’inaugurazione del Museo Oceanografico di quel Principato e, quindi, fu di scorta alla nave reale “Trinacria” in occasione della crociera in Sardegna e Sicilia dei Sovrani. In seguito, il “Granatiere” fu impiegato nella guerra Italo-Turca (1911), operando nelle difficili condizioni ambientali del Mar Rosso, insieme al “Bersagliere” e all’ “Artigliere”. L’anno successivo (1912), operò a difesa degli interessi nazionali nel Dodecanneso, in Grecia, in Turchia. Incredibilmente, per una così intensa attività operativa, si rese sufficiente una breve sosta a Taranto per lavori e prove di routine (1914). Dopo le operazioni di guerra in Libia (nel Museo dei Granatieri sono del 1939 i fregi in ottone di una nave turca affondata), partecipò attivamente al I Conflitto  Mondiale come scorta convogli per l’Albania, come cacciasommergibili in Alto Tirreno e Basso Adriatico, per collegamento e scorta con Gibilterra, Marsiglia, la Sicilia e Malta. Con la finedella guerra fu impiegata nel Dodecanneso(1921-1924) e stazionò  a Rodi, quale nave conl’insegna del Comandante Superiore Navale in quel possedimento. Nel 1925 fu assegnato alla Scuola Meccanici della M.M. di Venezia fino alla sua radiazione, avvenuta il 3 novembre 1927, dopo essere stato declassato a “torpediniera” e aver prestato venti anni d’onorato servizio.

Una seconda unità con il nome “Granatiere” venne impostata nel 1937, presso i Cantieri Navali Riuniti di Palermo, nell’ambito del vasto potenziamento della Regia Marina che prevedeva una nuova linea di CC.TT. della classe “Aviere” basata su complessive 19 unità: 12 della prima e 7 della seconda serie. I cantieri che realizzarono tali navi, oltre a quelli già citati di Palermo, furono quelli di Livorno, Ancona e Riva Trigoso. La Bandiera di Combattimento, a ciascuno dei 12 cacciatorpediniere della 1^ serie che comprendeva nave “Granatiere”, venne consegnata a Livorno, con una manifestazione contemporanea e molto suggestiva, il 15 giugno 1939.

Il “Granatiere”, assegnato alla 13^ squadriglia della I^ Squadra Navale, nello stesso anno effettuò una crociera nei porti spagnoli e successivamente, durante il II Conflitto Mondiale (1940-1943), portò a termine un’intensa attività operativa con ben 124 missioni di guerra e percorrendo 47.000 miglia. Partecipò, fra l’altro, alle battaglie di Punta Stilo, Capo Teulada, Capo Matapan, e alla prima della Sirte, sempre con grande onore e in alterne vicende, anche in sezione con altre unità similari. Non si contano gli episodi epici che, in quel periodo, videro come protagonista nave “Granatiere” che, il 18 dicembre 1941, veniva in collisione con il CT “Corazziere”, subendo l’asportazione della parte prodiera nonché la perdita di tre marinai.

Una rappresentazione del Granatiere con la prua asportata dopo la collisione  (foto tratta da http://www.cr.piemonte.it/cms/images/stories/mostre/pdf/2013/catalogo_piemonte_marina.pdf)

Alla fine del 1942, al termine di una sosta lavori effettuati prima a Navarrino poi a Taranto, la nave fu nuovamente pronta per l’impiego. Purtroppo, il 20 marzo 1943, l’unità fu coinvolta nel pesante bombardamento di Palermo con perdite di uomini(1) e materiali.

Due impressionanti immagini delle strutture del Granatiere deformate dopo il bombardamento del 22 marzo 1943: in alto il fumaiolo, in basso la stazione di direzione del tiro principale. Le foto sono state scattate a Taranto nel maggio 1943, poco prima dell’inizio dei lavori di riparazione (g.c. STORIA militare)

Il successivo 8 settembre 1943, la nave venne sorpresa dall’armistizio a Taranto ai lavori che durarono fino al 15 ottobre dello stesso anno. Nel primo dopoguerra nave “Granatiere” svolse intensa attività a fianco delle marine anglo-americane per esercitazioni di tirocontro costa, missioni di scorta e trasporto personale per il Mar Rosso e l’Africa Settentrionale. Di rilievo il salvataggio del piroscafo jugoslavo “Kumanov” nelle acque del Canale di Sicilia il 27e 28 dicembre 1944. Nel 1949, dopo un anno di lavori di trasformazione, il “Granatiere” rientrava nella ricomposta Squadra Navale italiana come Unità assegnata alla 1^ Squadriglia cacciatorpediniere.

La nave a Venezia, con la colorazione a due toni di grigio in uso nel periodo 1944-1951 (g.c. Marcello Risolo)

Effettuati nuovamente lavori di notevole trasformazione (1953-1954) per assicurare la funzione di scoperta e la caccia anti-sommergibile, riprese ininterrottamente l’attività addestrativa fino al passaggio nella riserva (1958) dopo il declassamento alla classe di “fregata”. Ivi rimase fino alla definitiva “pensione”, dopo circa 20 anni di servizio. Era rimasto l’unico C.T. superstite, assieme al “Carabiniere” , della sua intera linea di 19 unità.


Una terza unità di nome “Granatiere” nasce il 14 aprile 1983 come “fregata” della classe “Artigliere” nei Cantieri Navali di Riva Trigoso. Varata il 14 novembre 1985, viene allestita nei Cantieri del Muggiano alla Spezia assieme a altre tre navi della stessa classe.
Trattasi di quattro Unità, in origine costruite per conto dell’Iraq, modificate rispetto alle analoghe fregate di classe “Lupo”, e mai consegnate al committente per l’applicazione del noto embargo a quel Paese. Tali Unità vengono acquisite dalla Marina Militare italiana nel 1992 e con successive trasformazioni, effettuate tra il 1993 e il 1996, vengono ammodernate per il prevalente compito di Comando e Controllo, lotta antinave, scoperta radar e antimissile e per appoggio di fuoco.
Consegnato alla Marina come “Pattugliatore di Squadra”, la versione attuale del “Granatiere” (sigla navale F 585) riceve la Bandiera di Combattimento in una cerimonia congiunta con l’“Artigliere” (F 582), l’ “Aviere” (F 583) e il “Bersagliere” (F584).

E’ venerdì 5 luglio 1996: il generale Roberto Di Nardo, Presidente Nazionale dell’Associazione Granatieri di Sardegna, effettua la prolusione d’apertura della cerimonia e consegna al Comandante della nave, a nome dell’Associazione, un artistico cofano in legno intarsiato per la conservazione della Bandiera.
Il “Granatiere” è armato con torre OTO Melara da 127/54, due impianti Breda da 40/70, otto missili “Teseo”, un lanciatore per otto missili “Aspide”, due lanciarazzi da 105 mm. e un elicottero A/B212 per l’attività “antisom”. Può sviluppare una velocità di 35 nodi per un dislocamento, a pieno carico, di 2.528 tonnellate. L’equipaggio è di 185 uomini. Attualmente il “Granatiere” è operativo ed in armamento presso la Squadra Navale di Taranto, facendo parte di COMFORAL (Comando Forze Navali d’Altura), con compiti di concorso alle operazioni navali in Medio Oriente e nel Golfo Persico, per il mantenimento della pace e della sicurezza fra i popoli. Ciò a piena conferma dell’atavico e sintomatico motto della nave:


“A me le Guardie (2)”.


(2)  il motto, anche del 1° Reggimento Granatieri dell’Esercito italiano,  per il cacciatorpediniere 1939/1958 è stato modificato dalla sua forma originale  nel 1946 a seguito della caduta della monarchia.

28/09/2015
​Comunicato stampa nr. 74
Mercoledì 30 Settembre  2015 alle ore 10.30 presso il posto di ormeggio 14 della Stazione Navale Mar Grande di Taranto, il pattugliatore di squadra Granatiere della Marina Militare terminerà la vita operativa dopo 30 anni di attività al servizio delle istituzioni e della collettività.
L'atto formale con cui nave Granatiere verrà radiata dalla flotta della Marina Militare si svolgerà con la cerimonia dell'ultimo ammaina bandiera presieduta dal Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio Giuseppe De Giorgi.
Con la cancellazione dai ruoli del naviglio militare di nave Granatiere, continua il processo di ridimensionamento delle navi della Marina Militare che, a causa dell'invecchiamento della Squadra Navale, nel prossimo decennio radierà ben 51 delle 60 attuali navi in servizio.
Dopo la cerimonia presso la Stazione Navale Mar Grande, alle ore 12.30 nave Granatiere, scortata dalla fregata Euro attraverserà lo storico Ponte Girevole per l'ingresso nel Mar Piccolo effettuando l'ultimo passaggio nel canale navigabile.

https://www.youtube.com/watch?v=qfz05Ni8sP4&ab_channel=MarcoPotenziani

 

  1. Ricordiamo le vittime del terribile bombardamento di Palermo :

Adolfo Azzarini, marinaio fuochista, deceduto ( nato a Carrara 24/04/1923)

Giovanni Bellani, marinaio nocchiere, disperso

Archimede Celestini, marinaio cannoniere, disperso

Volmer Contini, marinaio cannoniere, disperso

Francesco Crespino, marinaio cannoniere, disperso

Veneto Descovich, sergente S.D.T., disperso

Ugo Eseguiti, sottocapo meccanico, disperso

Benito Falliti, marinaio fuochista, disperso

Giuseppe Gagliazzi, cap. del Genio Navale, disperso

Tommaso Ghiglione, marinaio cannoniere, disperso

Giuseppe Izzo, sottocapo silurista, disperso

Ruggero Lionetti, sottocapo meccanico, disperso

Antonino Migliore, marinaio nocchiere, disperso

Luigi Passante, marinaio fuochista, deceduto

Adelmo Pozzi, sottocapo silurista, disperso

Temistocle Renier, marinaio, disperso

Giuliano Roselli, sottocapo cannoniere, disperso

Sigismondo Tagliavini, sergente silurista, disperso

Giovanni Trevisan, marinaio nocchiere, disperso

Giuseppe Venturi, capo mecc. di 2^ classe, disperso                         

Francesco Calamaro, marinaio, disperso

Giuseppe Civardi, marinaio silurista, disperso

Rino Corini, marinaio meccanico, disperso

Mario Del Monaco, marinaio cann., disperso

Antonio Di Domenico, marinaio nocch.,disperso

Alfredo Faccini, sergente radiotel., deceduto

Edoardo Gagliani, marinaio fuochista, disperso

Giuseppe Garilli, marinaio cann., deceduto

Raffaele Iorio, marinaio nocchiere, disperso

Vittorio Libra, marinaio meccanico, disperso

Mafuccio Mafucci, marinaio cann., disperso

Pietro Ottonelli, marinaio, deceduto

Vittorio Petrini, marinaio, deceduto

Celso Rebuzzi, sottocapo nocchiere, disperso

Raimondo Riitano, marinaio nocch., disperso

Luigi Salerno, marinaio cannoniere, disperso

Mario Trentarossi, marinaio cann., disperso

Calogero Vaccaro, Sec. Capo° cann. , disperso

 Raffaele Visciano, marinaio nocch., disperso

 

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